SEGUENDO LE ANSE DELL' ADIGE
Un' escursione fra Natura, Arte e Storia
L'itinerario è consigliato in automobile data la sua lunghezza ma, se siete amanti della natura e delle attività all'aria aperta, lasciate da parte l'automobile e seguite il corso naturale del fiume.
Una buona idea è infatti quella di percorrere l'alzaia, ovvero la strada in riva all'Adige su cui nei secoli scorsi transitavano gli animali addetti a trascinare le barche in risalita da Verona verso Trento.
A piedi, per assaporare al meglio l'itinerario; in bicicletta, per una gita più dinamica; a cavallo, per una prospettiva diversa.
Il percorso parte dal ponte della Ferrovia di Parona (bombardato dagli Alleati nel 1944), tocca il Comune di San Pietro in Cariano in località Nassar e prosegue poi per 8 km, attraversando l'intero territorio di Pescantina.
Parona, oggi frazione del Comune di Verona ma un tempo comune autonomo, nel passato è stata un porto fluviale di importanza fondamentale per le merci che arrivavano a Verona dall'Europa Settentrionale.
Una volta che vi sarete dunque messi in marcia, seguite il fiume fino al centro di Pescantina, particolare per gli stretti vicoli che conducono tutti alla piazza principale affacciata sul fiume.
Il toponimo è di origine incerta: fu così chiamata forse perchè il paese con il suo porto sul fiume "pescava" nell'acqua; oggi il nome viene riferito agli estesi pescheti che costituiscono un'importante risorsa economica per il territorio.
Cercate magari di organizzare la vostra gita nel periodo di fioritura di queste piante, per uno spettacolo di colori imbattibile!
Molto tempo fa a Pescantina si costruivano imbarcazioni tipicamente fluviali: battelli, burchi e panciani.
Per chi volesse un itinerario che tocchi anche l'arte e la cultura, faccia allora una sosta in frazione Mandella, per visitare la parrocchiale di San Lorenzo Martire, costruita nel 1753 su progetto di Alessandro Pompei, in stile neoclassico e arricchita dal campanile alto più di 80m realizzato su disegno di Giuseppe Barbieri nella prima metà dell'Ottocento.
San Lorenzo fu costruita su una pre-esistente chiesa romanica i cui resti sono ancora visibili sul versante est.
Nella restaurata chiesetta romanica adiacente al duomo è stato allestito il Museo Etnografico "Lavoro e tradizioni lungo il fiume Adige".
All'interno vi sono documentate le antiche attività del paese, proprie di tutte le popolazioni che vivevano lungo il corso del fiume: la navigazione, la molitura, il lavoro artigianale, l'agricoltura, il lavoro domestico, con una interessante raccolta di fotografie originali.
Fra le località atesine ricche d'arte vi sono anche Settimo, con le sue ville (Villa Bertoldi tra le altre); Arcè, dove si trova la chiesa romanica di San Michele; Ponton, sede di Villa Nichesola, attribuita in passato al Sanmicheli e ora a Giulio Romano, con magnifici affreschi di Paolo Farinati.
Dopo una giornata così intensa, vi meritate finalmente una sosta per assaporare i prodotti enogastronomici della Valpolicella, imperdibile appuntamento per tutti i visitatori!
Se però avete ancora del tempo libero, provate a risalire l'Adige verso nord (stavolta in automobile), fino a raggiungere Volargne, frazione di Dolcè.
Qui si trova Villa del Bene, complesso ultimato nel 1560, il cui portone d'accesso in linea con l'attracco sul fiume è forse opera di Michele Sanmicheli. La villa è decorata all'interno da Domenico Brusasorzi, Gian Francesco Caroto, Nicola Crollalanza e Bernardino India con affreschi che si estendono per tutto il piano nobile.
Se vi guardate intorno, noterete che il territorio di Dolcè in questo tratto è caratterizzato da imponenti fortificazioni, destinate a proteggere la strada del Brennero e lo sbocco della Val d'Adige durante la dominazione austroungarica, terminata nel 1866.
Lo sbarramento della frontiera austriaca di Rivoli-Ceraino era formata da quattro forti: la Chiusa Veneta ed il Hlawaty a Ceraino, il Mollinary a Monte di Sant'Ambrogio e sulla riva destra il Wohlgemuth di Rivoli.
Il primo si incontra 2 km dopo Volargne, in corrispondenza della spettacolare chiusa di Ceraino: è il forte Chiusa Veneta.
I forti di Hlawaty e di Monte sono più difficili da raggiungere, in quanto situati lungo una strada militare a picco sulla vallata. L'imbocco di questa stradina si trova presso il vicino paese di Ceraino con le indicazioni Forte Hlwaty, Forte di Monte.












